#YouCanBeHero/4. La corsa per Raffaella: da sfogo personale a passione totale

La quarta staffettista della Relay Milano Marathon è Raffaella. Raffaella corre, nuota e va in bici. Sempre, sempre con il sorriso. Si è avvicinata alla corsa in un periodo non facile della sua vita e ora che è diventata amore e passione, il sorriso quando taglia il traguardo non le manca mai. Correrà l’ultima frazione, quella che da via Benedetto Croce la porterà fino a porta Venezia, dove noi tre staffettisti del team #YouCanBeHero, Elisa, Salvatore e io, l’aspettiamo per tagliare tutti insieme il traguardo.

UNA SORTA DI RETRO RUNNING

Ecco la mia storia. Devo ammettere che raccontare la mia esperienza nel mondo del running è ciò che mi ha fatto accettare la proposta di Lucrezia, il poter ripercorrere a ritroso il mio cammino, i miei km, in una sorte di retro running.

Mi sono avvicinata alla corsa nel 2014, in un periodo molto difficile della mia vita, dovevo tirarmi fuori e la corsa è stato il mio sfogo! Un lavoro e due bambine piccole, all’epoca di 3 e 5 anni, non era facile trovare il tempo, e soprattutto l’energia, per correre ma ci riuscii.
Testa, gambe, cuore: la corsa è tutto questo. All’inizio, nelle prime uscite, la fatica. Ma poi la caparbietà mi portò a non mollare. Ricordo ancora la prima volta che ho indossato un pettorale. L’emozione di correre una 10 km, al Montestella. Quanto mi ero divertita! Lì è stata la prima volta che ho assaporato la scarica di adrenalina e ho capito che ne sarei stata dipendente.

Nel 2015 mi sono iscritta a un Asd, da lì a poco avevo una coach che mi seguiva, un calendario gare e soprattutto un campionato sociale. I tempi pian piano iniziarono ad arrivare e la voglia di migliorarsi la faceva da padrona. Arrivarono, nell’ordine, i personal best su gare corte veloci, i circuiti estivi, poi le 10 km, poi la Mezza Maratona.
Nel 2016 mi ritrovai in testa al campionato sociale femminile della mia squadra e nel contempo stavo preparando la mia prima Maratona, stavo chiedendo tanto al mio corpo in così poco tempo. Errore fatale. Vinsi come prima donna il campionato e portai a termine la Maratona sotto le 4 ore, con uno strepitoso, nel mio piccolo ovvio, 3:59:25 a Valencia, in Spagna.

Lì mi sentii un eroina. Mi ero rialzata dai problemi personali che nel 2014 mi avevano atterrata ed ero risorta grazie alla corsa. La lezione però era un’altra. Ne conseguì un brutto infortunio che mi costrinse a subire un intervento chirurgico e fermarmi per 8 mesi dalla corsa. Ripiegai sulla bici e sul nuoto.
Ora sono ripartita con un nuovo approccio alla corsa, il divertimento prima del cronometro. Così mi sono avvicinata al trail, nuovi obiettivi e una consapevolezza sui limiti del corpo. Bisogna sapersi ascoltare, perché i piccoli eroi non finiscono mai di imparare. Buone Corse!

Bonny

#YouCanBeHero #RunToBeHero

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