Cross. Il fenomeno raccontato da Paola e Alessandro

La passione per le corse campestri quest’anno ha contagiato un po’ tutti. Personalmente ho fatto tante tapasciate, quelle sì, le corse non competitive che i comuni organizzano nel proprio territorio solitamente con 3 percorsi di lunghezza differente (5/7 km, 10/12 oppure 18/20), ma di corse campestri mai.

Ormai la stagione volge al termine con l’ultima gara in calendario il 26 febbraio a Vimodrone (Mi) e allora perchè non fare una velocissima doppia chiacchierata con chi ha partecipato quest’anno? Per l’occasione abbiamo pensato a un’intervista doppia con Paola, neofita con alle spalle solo un paio di cross e Alessandro, appassionato già da un paio d’anni. Prime di parlare con loro, ecco alcune notizie per capire cos’è il Cross Country.

Le 4 caratteristiche che distinguono una corsa campestre dalle gare su strada.
La stagione. I cross si corrono principalmente in inverno. Le condizioni da sfidare sono tra le più svariate, dipende tutto dagli elementi atmosferici invernali.
• Il terreno.
Percorsi erbosi e sterrati, a volte con fango, neve, pozze d’acqua e insidie varie sia naturali che artificiali.
• Le scarpe. Indispensabili sono le scarpe da trail, ma fondamentali quelle chiodate. Chiodi che variano da 6 a 9 a 15 cm, con diverse forme, a seconda del terreno da affrontare.
• Le distanze. Solitamente sono piuttosto corte ma molto impegnative, intorno ai 5-6 km per le donne, e 10-12 per gli uomini. Gare brevi, ma toste. Con giri da fare una o più volte e un rettilinio in partenza, per evitare la congestione degli atleti una volta partiti, e all’arrivo.

Attualmente la IAAF organizza i Campionati del mondo di corsa campestre, competizione che viene svolta a cadenza biennale negli anni dispari. Oltre ai Mondiali vengono organizzati abitualmente i campionati continentali e svariate singole competizioni di corsa campestre; tra le più prestigiose si possono citare il Campaccio e i Cinque Mulini, gare che si svolgono rispettivamente a San Giorgio su Legnano e San Vittore Olona.

La corsa campestre è stata una specialità olimpica dal 1904 al 1924, sia come competizione individuale che a squadre. A entrambe le competizioni italiane, il Campaccio e la Cinque Mulini, partecipano campioni di fama internazionale, atleti olimpici e mondiali.

Ma parliamo ora con i nostri due appassionati runner di campestri, Paola e Alessandro.

1. Da quanto tempo corri, in generale, e quale la tua distanza più lunga?

Paola. Ho iniziato a correre 6 anni fa e il percorso più lungo sul quale mi sono sfidata è la Mezza Maratona.
Alessandro. Corro da 4 anni e la mia distanza più lunga è la Maratona.

2. Cosa ti ha portato, la prima volta, a partecipare a un cross?

Paola. La curiosità, la voglia di adrenalina, la voglia di sfidare me stessa.
Alessandro. La curiosità.

3. Perché hai voluto continuare, cosa ti ha spinto?

Paola. Mi piace la sensazione che provo durate i cross country: tragitti sempre diversi, pochi chilometri ma intensi. Temperature sempre freddissime, compagni di gara molto spartani. Pochi fronzoli, lì si corre.
Alessandro. Perché è divertente.

4. Quali differenze hai riscontrato rispetto a una gara su strada, escludendo il terreno e le scarpe chiodate?

Paola. È una corsa più aggressiva e di potenza. La concentrazione deve essere al massimo per mantenere sempre l’equilibrio, per non cadere e evitare storte al primo dosso nascosto dalle foglie.
Alessandro. Si svolge tutto molto più velocemente rispetto a una gara su strada, corri a perdifiato ed è finita!

5. Come ti alleni per una campestre?

Paola. Ho aggiunto delle ripetute in salita al mio allenamento settimanale. E qualche chilometro sempre in salita a ritmo più lento.
Alessandro. Una volta a settimana corro su un percorso sterrato.

6. Che tipo di alimentazione hai prima e dopo la gara?

Paola. Due fette biscottate con marmellata e caffè. Dopo la corsa bevo thè e mangio un pezzo di crostata o biscotto, quello che offre il ristoro insomma. Il cross, in generale, mi chiude lo stomaco, ma sol per un paio d’ore dalla fine della gara… poi si apre la voragine!
Alessandro. Una colazione leggera con thè e biscotti prima della competizione, mentre dopo la gara frutta fresca.

7. Come affronti i minuti che precedono lo sparo della partenza?

Paola. Saltello sul posto per non raffreddarmi e mantenere i muscoli caldi  e rido con le mie amiche di gara. Il cross è divertente perché non sai mai cosa troverai lungo il percorso.
Alessandro. Faccio riscaldamento fino al momento dello start.

8. Qual è la cosa che ti piace di più mentre stai gareggiando?

Paola. La sensazione di libertà: si corre in mezzo ai campi, sull’erba, sul ghiaccio, nel fango, su radici di alberi, su tappeti di foglie. Non c’è asfalto, né segnali stradali, non c’è nulla. Solo tu, gli altri che corrono e i sentieri misti. Anche i km del percorso non sono mai segnati. Corri e basta, sapendo che devi dare il massimo di te stessa in pochi minuti.
Alessandro. La sfida, essendo la gara divisa per categorie, è quella di competere con persone della tua stessa età.

9. Che sensazioni provi quando tagli il traguardo?

Paola. Di soddisfazione e gratitudine verso quello che ho, verso la vita.
Alessandro. La gioia di aver finito sapendo di avere dato tutto.

10. Cosa diresti a nuovi runner per portarli a partecipare a una corsa campestre? Convincimi con un video di 10 secondi!

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