È innegabile l’esaltazione che ti danno certe medaglie

Proprio così. Certe medaglie, certi traguardi sono totalmente, esageratamente, completamente esaltanti. Oggi, per me, è stato così. Questa medaglia, presa alla mia prima gara di nuoto, è stata.. anzi lo è tuttora dopo qualche ora e lo sarà domani e dopodomani e ancora una medaglia che sa davvero di felicità assoluta.

Una gara che volevo provare a fare, la Gran Fondo del Naviglio nella distanza di 2,5 km, solo per il gusto di poter dire: entro a braccia aperte in Darsena. e quando mi ricapita più? No, ragazzi, non potete capire. Veramente. Mi dispiace solo di non avere parole nel mio vocabolario che possano esprimere quella cosa che mi sento dentro adesso, che mi scoppia il cuore, una giornata per me memorabile nonostante.. NONOSTANTE!??!!? sopratutto! perchè la gara è durata solo 31 minuti quando ero convintissima di metterci un’ora, un’ora e dieci.

Sono talmente esaltata in questo momento che scritto così di getto che non so neanche cosa scrivo.
Ho dormito bene, otto ore minimo sindacale, solita colazione di tutte le mattine, in bici a far la spesa per comprare il petto di pollo per il pranzo pregara con pasta e zucchine. Stra agitata. Super super agitata, per diversi motivi, per la gara in sè, perchè gli iscritti sono una cinquantina, perchè uomini e donne partono insieme, per incontri che ci saranno e che bo, perchè ho preso il caffè, che al telefono con Simone mi viene su un magone che a momenti piango lì, mentre gli chiedo se il body da triathlon a mezze maniche va bene. Faccio lo zaino, metto dentro il mondo che la mia intenzione comunque vada è quella, dopo la gara, di andare in palestra a fare sauna e bolle. Poi a casa e a letto presto che domani, così per gradire, devo fare a Mezza di Monza. Ma puoi?

Mi accordo con Mauro per andare insieme in macchina, fortunatamente parliamo del più e del meno, cerco di non pensarci, sono un pò meno agitata, forse anche merito del calmante preso in mattinata. Sento Francesca che mi assicura di venire a fare il tifo, foto di rito, altro caffè, acqua che Ale mi dice di bere che poi mi disidrato.
Cazzeggio, vestizione, cuffia, occhialini, bagno. Si va.

Dio bono. L’ansia. Tutti sul pontile, di fronte alla canottieri San Cristoforo, seduti sui galleggianti ad aspettare i countdown. Ansia. Non si può entrare in acqua, ma io un puccio per tastarlo lo faccio. Freddina. Ansia. Il body mi stringe il petto. Ansia. Alla ricerca del Gps, che prende. Fiuuu, almeno il Garmin l’ansia non me la fa venire.

L’acqua è trasparentissima, cristallina proprio e al tatto è liscia non oleoso, non so come dire.
Tre due uno, via. Così. Io morta. Ci si butta di colpo, e si parte. Ma si può????? ma dateci mezzo secondo per ambientarci!!! Niente. Mani piedi gambe respira mani braccia gambe respira bolle acqua respira respira respira cuore che batte respira. Respira, Respiro. Calma. Adesso sono qua. Calma. Respiro. E nuoto.

E’ tutta l’estate che nuoto. No panic. Respiro finalmente e vado. Una bracciata dietro l’altra. La corrente ti porta. Il fondale è vicinissimo e visibilissimo. L’acqua trasparente. Non fa freddo. Si nuota da dio. Qualche alga, ma niente di schifoso, monetine, carte, un paio di bottiglie, ma non è sporco per niente quella è solo maleducazione. E i pesci. a corrente è fortina, tutta a spingerci. Ogni volta che respiro, destra sinistra destra sinistra e ci si avvicina al Naviglio la gente sulle sponde aumenta. Qualcuno applaude, lo vedo, è esaltante. E noi siamo lì, in mezzo al Naviglio. Io sono lì in mezzo al Naviglio. E sto nuotando. Lo spazio, il tempo, tutto dilatato. Inesistente. Impalpabile. Sospesa.

Il Naviglio, avete l’idea? E noi lo stiamo attraversando a nuoto. Dio, pure in acqua inizia a salirmi l’esaltazione. E’ incredibile. Una sensazione totale. La gente sulle sponde fa foto, e applaude, e cerco di capire dalle vetrine a che punto siamo. Le canoe di salvataggio velocissime ci passano a lato. Ci siamo quasi. L’ultimo ponte è a pochi metri poi c’è l’ingresso in Darsena, e l’arrivo. Il traguardo.

Tutto il rettilineo del Naviglio è stato perfetto, come supero il ponte cambia tutto. l’acqua è torbida da non vedere a un metro, le correnti d’acqua sono gelide e calde e gelide e non si vede niente, l’acqua è verde le alghe alte ed è pieno di gente. Non so quanti metri quante bracciate quante scalciate mancano all’arrivo, ma il Ponte Nuovo è lì, di fronte a me. E accelero. Non mi sembra di averci messo un’ora, oppure il tempo è trascorso talmente velocemente da non rendermi conto.

Lo striscione dell’arrivo è qua, sopra di me, devo solo alzare il braccio destro e sbattere il polso con il chip sul lettore appeso a mezz’aria, virare leggermente a sinistra, e uscire dalle acqua come Venere. E gli abbracci, e la mia amica, e tutti gli altri tutti bravissimi anche solo per esser qua, per essersi iscritti a questa pazzia, per essere qua a fare il tifo. Per esserci, in assoluto.

Che esperienza ragazzi. Che bellezza, che felicità, che contentezza totalizzante! Una cosa spettacolare. Da fare e rifare e rifare. Passata l’ansia iniziale dovuta a diversi motivi differenti dopo è stato solo immergersi e farsi portare via, via tutto via i pensieri via la pesantezza via l’ansia da prestazione o quello che era, non lo so.

E ritirare la medaglia. La mia medaglia. La mia prima gara di nuoto, e ancora non capire cosa ho fatto e non pensare a niente, non assimilare, non avere i piedi per terra, non capire. La mia medaglia. Come volare. Come nuotare. Senza confini intorno. Solo leggerezza fisica. E mentale.

E ora, qua, in attesa che l’acqua per la cena pregara (di nuovo) bolla, guardo la mia medaglia e sì, mi sale la commozione. Sono stata brava, ma non per il tempo che davvero non mi interessa anche se è stato ottimo per me, ma l’aiuto certo è arrivato dal fatto che la gara era tutta a favore di corrente, ma comunque a nuotare c’ero io mica un robot, insomma mi sale quella cosa lì che mi viene da piangere tra sorrisi e abbracci e magone e gioia immensa e birra che ci sta sempre e profumo di arnica e sugo e parole e voglia di farne subito un’altra. Intanto, ci vediamo domani alla Mezza di Monza.

#GfNaviglio2017 #readytogo #YouCanBeHero

 

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