La Marcia dei Ciliegi. La mia Pasquetta preferita

Anche questa Pasquetta non mi sono persa la gita fuori porta con gli amici di corsa. Una tapasciata ormai irrinunciabile che si tiene tutti gli anni, da 40 edizioni, il Lunedì dell’Angelo a Casterno, frazione di Robecco sul Naviglio è la Marcia dei Ciliegi in Fiore, la Regina delle tapasciate.

Un’occasione di festa per tutti, naturalmente solo se il meteo lo permette, e oggi di prima mattina qualche dubbio l’abbiamo avuto, che il cielo all’orizzonte era scuro e tirava un bel vento fresco con temperature a 10 gradi. Con un’organizzazione perfetta gestita dalla Onlus Polisportiva U.S. Casterno.

Mi passano a prendere sotto casa alle 6.50 e andiamo verso Casterno, a questa manifestazione podistica non si può assolutamente arrivare troppo tardi. Con 4000 iscritti paganti è poi impossibile trovare parcheggio..e stiamo parlando del giorno di Pasquetta! Ma tant’è, la marcia dei Ciliegi in Fiore richiama un sacco di runner e camminatori da tutta la provincia milanese e non solo. Gruppi di società di quasi 160 persone sono in capo alla lista per il premio finale.

Alle 9 si parte tutti insieme, non fa caldissimo ma naturalmente bastano pochi chilometri per scaldarsi. Il cielo ha nuvole scure, il vento nei capelli, amici dappertutto. Questa volta mi sono iscritta con la mia vecchia società Fidal, il Podismo Muggiano, e siamo in ben 65 partecipanti, che ha fatto gruppo con I-Marziani, i nuovi Podisti da Marte, e prima o poi vi racconterò la storia, la mia storia d’amore con i Marziani, le Women in Run sempre belle tutte in rosa, gli Urban Runners come sempre numerosissimi e tanti tantissimi persone, senza dimenticare mai i miei due fotografi preferiti: Antonio Capasso e Sergio Tempera.

Il paesaggio è meraviglioso, prati verdissimi e cascine, macchie colorate di fiori gialli, si corre su percorsi sterrati e erba finchè non si entra all‘interno del Parco del Ticino con i suoi boschi, il terreno coperto di foglie secche e croccanti sotto i nostri passi, siamo così tanti che tutti i primi 5-6 km sono congestionati, ma è anche questo il bello dei Ciliegi.

All’interno del Parco una vegetazione rigogliosa, il fiume che passa tra le fronde, ponticelli di legno per attraversarlo e il silenzio, nonostante il rumore dei nostri passi, del bosco. Arrivati al ristoro ci si ferma. Ma proprio un bel 10 minuti. Non tanto per recuperare fiato perché non sto andando forte, il piriforme oggi si fa sentire molto nonostante il massaggio preventivo fatto prima della partenza. Ci si ferma e lì sì che davvero si fa salotto poi si riparte. Ancore 6-7 km di panorama campestre, mucche pecore e cavalli, il cielo si sta schiarendo, il pic-nic finale è salvo.

Tutto il percorso è in piano a parte gli ultimi metri che hanno una salitina e una discesa che permette di arrivare col sorriso nel grande pratone dove il gonfiabile stabilisce la fine della corsa. Chi ha fatto il percorso più corto e i più veloci sono già sdraiati su prato o in coda per la risottata con salsiccia, a ritirare il ristoro finale con michetta e salame e una mela, e la borsa gastronomica se l’iscrizione era comprensiva di contributo, naturalmente c’è anche un ristoro per tutti con frutta fresca, fette biscottate e pane e zola sul quale tutti si buttano.

Tanti si fermano per fare un pic-nic sul prato, mentre purtroppo io devo fare rientro a Milano. Mi aspetta una nuotata in piscina che il triathlon olimpico di domenica è ormai alle porte e sopratutto mi aspetta una giornata di lavoro nonostante sia il Lunedì dell’Angelo.

La Pasqua è passata, spero sia stata buona per tutti!

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