Luci a San Siro

Un sabato sera d’autunno in una Milano ancora tiepida. Stasera, dopo circa 30 anni, torno a vedere il Milan nel suo tempio, San Siro. Partendo dal pressupposto che non sono mai stata tifosa di nessuna squadra in particolare, ho frequentato saltuariamente gli stadi seguendo diverse squadre a seconda dell’accompagnatore del momento. E le partite del Milan son quelle che ho visto più spesso, negli anni in cui in campo c’erano Gullit, Van Basten e Rijkaard.
Dunque si torna allo stadio. Si torna a San Siro e non per un concerto. Con Roberto decidiamo di muoverci in metro, che da quando la lilla ferma direttamente sul piazzale antistante è la cosa in assoluto più comoda e meno snervante che esista per andare ad eventi di tale portata. Di certo non mi metterò a raccontare la partita, che comunque per tutta la durata so di aver fatto domande ignoranti, ma tant’è.. nonostante abbia visto un sacco di partite nella vita, le regole del calcio proprio non mi entrano in testa.

Sono circa le 8 di sera quando usciamo dalla metro e l’imponenza dello stadio illuminato è lì, davanti a noi. Maestoso. Gigante. Non so perché, ma la prima cosa che mi viene in mente è Luci a San Siro, canzone del secolo scorso di Vecchioni. I tifosi sono tantissimi, l’incontro di stasera è uno di quelli decisivi: Milan-Juventus.

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Stasera siamo invitati a seguire la partita dalla Tribuna d’onore, un lusso non da poco, con braccialetto vip per poter accedere alla lounge degli sponsor club, dove a disposizione di tutti gli ospiti ci sarà, prima e durante tutto l’incontro, la possibilità di mangiare qualsiasi cosa, dagli affettati ai primi, dalla pizza al brasato e polenta, dalla frutta a torte e mousse. Andiamo a prendere posto in tribuna, la serata è ancora calda nonostante sia ottobre inoltrato, non piove, lo stadio è stracolmo e la partita inizia con puntualità svizzera.

Erano davvero anni che non ne vedevo una. Sono quasi emozionata. Lo speaker inizia ad elencare tutti i giocatori della squadra avversaria senza grande partecipazione di pubblico. Quando invece è il momento dei giocatori rossoneri lo stadio si infiamma al nome di ognuno di loro.Le curve, entrambe, sono ricoperte da striscioni rossoneri e poco prima del fischio d’inizio la Curva Sud, e tutto lo stadio, cantano a squarciagola niente po’ po’ di meno che una strofa dei Ricchi e Poveri. Un’unica fortissima voce che intona Che confusione, sarà perchè ti amo! e compone con un flash mob di cartoncini rossi e neri, anticipatamente posizionati sulle sedie, la scritta Curva Sud Milano. Beh ecco qua sì che mi sono emozionata..perché davvero la partecipazione è incredibile..neanche fossimo al concerto di Vasco!

La partita di per sè è stata anche bella, non particolarmente avvincente, qualche tiro di qua, qualcuno di là, un gol annullato un gol segnato tutto lo stadio in piedi e via felici e contenti! Quello che mi fa sempre rimanere un po’ non dico basita, ma sorpresa, è davvero tutto questa partecipazione da parte dei tifosi. Amano la loro squadra in una maniera totale. E lo si sente anche quando l’incontro è finito. Ovviamente in questo caso, vincendo la squadra di casa, i cori di supporto sono totalmente rossoneri. Ecco, a tal proposito, sono stupita dal fatto che durante la partita, a parte gli insulti iniziali tra le due fazioni, non ci siano stati cori da parte dei tifosi juventini. Mentre, mi ricordo perfettamente, negli anni d’oro del Grande Milan (citando Jack la Furia che cita Max Pezzali) lo stadio era un coro unico dal fischio d’nizio a quello finale. E stata davvero una serata diversa dal solito, eper una sera il calcio ha vinto sulla corsa.

Ma anche il Milan si dedica al corsa. Qualche giorno prima della fatidica partita ho avuto il grandissimo piacere di partecipare a un allenamento di corsa organizzato dal  Milan e da Radio 105, nella sede running di adidas a Milano, il Runbase in Corso Sempione.
Una corsetta easy intorno al Parco Sempione, dove potevano partecipare tutti, tifosi e non, di circa 5 km, con Massimo Ambrosini, ex centrocampista e ex capitano del Milan, e in questa occasione coach running e Max Brigante, deejay e conduttore del programma 105 Mi Casa di Radio 105 e super tifoso milanista. Il Team Milan, composto da una quindicina di persone che erano tutte presenti alla serata, parteciperà alla Maratona di New York con la maglia rossonera e il messaggio I run for Fondazione Milan, questo il progetto per sostenere le iniziative della Onlus di casa, con tanti di loro che hanno iniziato a correre pochi mesi fa per poter affrontare quella che è la distanza Regina in una delle città dove correre la maratona è un evento unico e indimenticabile.

• BUONA MARATONA RAGAZZI! •

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