Urban trail. Miracolo a Milano

Eccomi di nuovo qua, un pò in ritardo rispetto al solito sulla tabella di marcia. Che si potrebbe dire, vista l’ora, che ormai la gara di ieri è roba vecchia che tutti ormai hanno postato tutto. E invece no. Non partecipavo a una gara dai tempi di Carlo Cudega (che poi, vai a sapere chi è). Erano mesi e mesi e mesi, e va bene che di mezzo c’è stata l’estate, ma comunque sia diciamo che dopo la Maratona di Milano ho avuto un tracollo inesorabile. Vero che ho fatto altre belle gare, oltre alla già citata maratona e alla Wings for Life, ma erano tutte molto diverse da una semplice gara di corsa. Esattamente come questa splendida e divertentissima Salomon Running Milano, evento sportivo unico nel suo genere qua in città.

Una delle corse più belle e in assoluto meno noiose, per me, degli ultimi tempi. Che la voglia di correre ormai me l’ero giocata..mentre invece con questa gara di ieri mi è tornata (quasi) alla grande. Come tutte le domeniche che mi devo alzare presto, son sempre combattuta se tirar su la tapparella o girarmi dall’altra parte. Ma non potevo non andare. La Salomon non l’avevo mai fatta, e ti pare che me la possa perdere un’altra volta? Quindi mi preparo, solita foto di rito di maglia e pettorale e vado bella serena a prendere la tangenziale dove un arcobaleno intero è lì cheaspetta solo me, lo so per certo. Parcheggio davanti all’Arena. Multa assicurata.

Appuntamento alle 8,30 con tutte le Women In Run iscritte alla gara, che sono tantissime sia per la 15k Fast che per la 9k Smart. Foto, deposito borse, fila ai bagni, barretta ed è già ora di andare sotto il gonfiabile per la prima partenza della gara. Quella dei 15 chilometri. Conto alla rovescia. Applausi. Saluti a bordo pista che i partecipanti della 25k Top e della 9 partiranno dopo e sono tutti lì a fare il tifo a noi. E già questo è di un esaltante, che se non lo provi non lo sai.

Partiti. Cielo sereno, aria frizzante, temperatura perfetta. Zero obiettivi, solo arrivare e portare a casa la medaglia, che del tempo, si sa, mi frega relativamente. Percorso fantastico. Si parte dall’Arena, mini giro del Parco Sempione e giù lungo il maledetto Corso Sempione, ma stavolta lo percorriamo solo una volta. E fin qua tutto tranquillo.

Asfalto, marciapiedi e strada. Si arriva in zona ex Fiera Campionaria dove ci aspettano le prime scale, poi si apre davanti a noi il mega piazzale di Casa Milan e altre scale a chiocciola dove si forma un imbuto che ci permette di prendere fiato. Saliamo e attraversiamo il ponte che ci porta al Portello. Via a fare il giragira sul nuovo parco del Portello, che pare che sia già Natale che in cime c’è uno zampognaro che ci delizia con la sua musica. Il giragira quando si è in tantissimi è uno spettacolo bellissimo: runners con maglie di mille colori che corrono in un senso e poi nell’altro a salire e poi scendere in un movimento continuo come se la collinetta fosse viva. Fotografi ovunque, bisogna avere il sorriso sempre pronto che se devi morire puoi farlo solo dopo che prima non è bello.

Si torna in zona Fiera e si arriva nel nuovo quartiere di City Life. Mannaggia ancora scale! Le gambe comunque vanno, a volte più veloci ma l’importante è che le ginocchia non mi facciano male. E no, non mi fanno male! Quello che c’è di veramente straordinario in alcune gare milanesi, è che tutto il mondo è iscritto e passi il tempo a salutare tutti e fare chiacchiere anche con persone che erano aaaaaaanni che non incontravi, però si è lì, insieme per qualche metro o qualche chilometro, a correre sulle strade della propria città, una Milano inaspettata e decisamente impegnativa.

Si passa in alcuni punti a me sconosciuti, che scopro solo oggi. Si corre col sorriso, il caldo e il sole ora si fanno sentire e siamo al km boh, che il Grande Boh aleggia imperterrito sempre su di noi e a che punto della corsa siamo alla fine mi interessa relativamente che mi sto divertendo veramente tanto. Quindi finalmente arriva il campo da golf, il mio terreno preferito fango e sassi e sterrato e ascolto i commenti di alcune donne che si preoccupano di sporcare le scarpe appena lavate, si chiedono perchè c’è il fango, e che razza di percorso sia. Ma io mi chiedo: mapuoi? Ma veramente ti fai queste domande partecipando a un citytrail?

Io ringrazio solo di non dover fare i 557 scalini della Torre Allianz. Ecco appunto, come nelle leggi di Murphy, proprio davanti a me le ultime scale, quelle della Triennale, che farle con i Green Day nelle orecchie non è proprio sensatissimo e ora ho il cuore a mille e devo fermarmi per riprendermi.

Adesso siamo vicini, l’Arena è a pochi km, forse 2. Arrriviamo al Castello e ci fanno scendere nel fossato. Emozione incredibile. Devo troppo fermarmi a fare una foto. Quando mai mi ricapiterà di calpestare e di correre sull’erba dove vivono i famosi Gatti padroni del Castello? Ecco, non sono la regina del selfie, ma dei Gadget, e si vede. La faccia è da ebete totale più che esterrefatta, ma con sto telefono nuovo ancora devo capire dov’è la telecamera dove guardare.

Mezzo giro esterno e poi la sempre grande emozione dell’ingresso in Arena. Dove il mitico Silvio ci accoglie con la sua portentosa voce. Ultimi metri super veloci, braccia alzate, sorriso gigante e finalmente la medaglia al collo!

Dio, ma che figata è stata sta corsa?!? Mi è piaciuta tantissimo! Davvero complimenti a tutti, ristori perfetti, organizzazione top, medaglia fighissima, che fare le maglie di 3 colori diversi e mettere in tinta la fettuccia della medaglia è un’idea veramente super, e l’arrivo in Arena col sole e potersi sdraiare e mangiare e bere birra sul prato è davvero il miglior relax dopo una gara così! Grazie a Cesare, grazie grazie grazie! E grazie anche a Roberto e a tutte le Wir che c’erano all’arrivo.

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