Sbarca a Milano 261 Fearless Club Italia. Domani il primo appuntamento

Sbarca a Milano domani sabato 12 maggio, alle ore 11, il primo incontro del Progetto 261 Fearless. Un numero che tutte le runner dovrebbero conoscere. 261. Il pettorale spillato sulla maglia della prima donna che, nel 1967, ha corso una Maratona. Contro ogni pregiudizio, con coraggio, determinazione, senza paura. Impavida.

Kathrine Switzer, le cui foto in bianco e nero, in tuta lunga e felpa, aggredita dai giudici di gara poco dopo la partenza della Boston Marathon, sono diventate un’icona. Aggredita perché negli anni ’60 la partecipazione a queste competizioni era proibita alle donne, si sosteneva che la corsa facesse cadere l’utero impedendo di avere figli, facesse crescere i baffi e altre assurdità simili. La sua iscrizione alla Maratona di Boston del 1967 avvenne, infatti, con uno stratagemma. Riuscì ad iscriversi utilizzando solo le iniziali del suo nome, K.V. Switzer, e non il nome per esteso. Quando i commissari si sono accorti che era una donna hanno cercato di trascinarla fuori dal percorso di gara strattonandola e insultandola, fino a quando i ragazzi intorno a lei le hanno fatto capannello intorno e l’hanno letteralmente scortata fino al traguardo.

Ora il numero del suo pettorale, il 261 Fearless (che si pronuncia TWO-SIX-ONE Fearless), rappresenta un social network globale per tutte le Donne, fortemente voluto dalla Switzer. Il progetto 261 Fearless Club Italia è stato (im)portato a Milano da Greta Vittori che, sentendo per radio l’incredibile storia della prima donna a correre e a finire ufficialmente una Maratona a Boston (in 4 ore e 20 minuti), ha pensato fosse una buona idea crearne uno anche in Italia. Da quel lontano giorno del ’67 le cose sono cambiate. Le donne sono state ammesse alle Maratone e Greta, come tutte le altre rappresentanti dei 261 Fearless club, io stessa e tutte le donne del mondo che corrono, ogni volta che siamo sulla linea di partenza di una Maratona possiamo dire GRAZIE Kathrine!

Greta è pr per sbaglio e runner per passione. Sognatrice da sempre, le piacciono le sfide. Poco incline alle imposizioni e alle cose ripetitive, detesta ingiustizie, prepotenza ed è sempre alla ricerca di qualcosa che va al di là del quotidiano e della noia. E’ convinta che quello che ha fatto Kathrine Switzer sia stato grandioso (e lo è!) e ogni volta che è sulla linea di partenza ringrazia lei e il suo coraggio, la sua voglia di andare contro gli schemi. E la sua gratitudine è sincera.
Con il Club vorrebbe far conoscere la storia di questa grande Donna.
Vorrebbe che ognuna di noi chiudesse gli occhi e prendesse un po’ del suo coraggio per affrontare paure, prepotenze, momenti di sconforto e di sofferenza. Vorrebbe, in generale, che tutti i peggiori momenti della nostra vita, forse anche quello di sentirsi inadeguata in una tuta da ginnastica non perché tu non ti senta a tuo agio ma perché qualcuno al di fuori ti ci fa sentire con uno sguardo, un commento, una battuta, potessero sparire e con un po’ di coraggio e di determinazione ci si infilasse le scarpette e si uscisse a fare attività, almeno per buttarsi per un po’ i pensieri dietro le spalle.

La curiosità di Greta, sentendo la storia di Kathrine, l’ha portata a scriverle per farle un’intervista per la sua rubrica sportiva su fashiontime.it. Una volta in contatto ha scoperto dell’esistenza della Fondazione 261 Fearless, fondazione no-profit a livello internazionale, che ha Club un po’ in tutto il mondo. E visto che in Italia ancora non c’era, l’impavida Greta si è proposta, ha fatto un corso nel Regno Unito e sabato 12 maggio finalmente ci sarà la prima uscita ufficiale, gratuita, aperta a tutte le donne.

Tante donne non escono a correre perché sono sole o perché si vergognano a farsi vedere in tuta, o pantaloncini oppure perché si sentono troppo grasse, troppo magre, sono reduci da malattie, sono sole perché vivono in una città diversa dove si sono trasferite per lavoro o anche semplicemente pigre. L’obiettivo di 261 Fearless, che si fonda su principi di aggregazione, divertimento, condivisione, è quello di affrontare e combattere le proprie paure e i pregiudizi attraverso la corsa, tassativamente non competitiva.

Il corso a Manchester è stato un training a livello internazionale tenuto dalla responsabile 261 Fearless UK Judith McGrattan e da Edith Zuschmann, ceo di 261 Fearless. Tre giorni di sedute pratiche e teoriche dove vengono date le linee guida da seguire per diventare Coach e aprire un proprio Club. Corsa, esercizi, stretching. Giochi attraverso i quali fai senza accorgetene ripetute, allunghi, conoscenza con gli altri membri del gruppo. Teoria su tecnica della corsa, appoggio del piede, studi di psicologia del carattere delle persone che potrebbero arrivare nel gruppo, anche con malattie fisiche quali bulimia, anoressia, disturbi del carattere etc.
Greta è la prima referente esclusiva per l’Italia, dunque se l’iniziativa ti ha stuzzicato e coinvolta e anche tu vuoi aprire un club locale, deve coordinarti direttamente con lei (in calce tutti i riferimenti per contattarla). Ogni Club, in tutto il mondo, segue le stesse dinamiche e lo stesso modus operandi, approvato e condiviso con Kathrine Switzer. Basato sulla sua esperienza e sulla sua carriera di maratoneta e di donna. A fine corso viene rilasciato l’attestato di Coach motivazionale. La corsa è intesa in maniera non competitiva. «Il Club è, praticamente, lo step precedente alla corsa: accompagniamo le donne a conoscere e ad apprezzare la corsa, a diventare delle runner». Se poi vogliono migliorarsi nei tempi utilizzando tabelle e allenamenti mirati, sfidarsi in gare competitive, a Milano ci sono diverse crew alle quali affidarsi.

Il sogno di Greta riesce a materializzarsi anche grazie alla disponibilità di Valentina Aglioti di Robilant, che l’affiancherà nella gestione del progetto, nei traning e nel condurre tutte le partecipanti ad avere più sicurezza, di Gianluca Ricchiuti e di Francesco Murianni, proprietario del negozio Pacer di Milano, location da dove partirà l’allenamento ogni sabato mattina.

Iniziamo quindi a segnare in agenda gli inderogabili impegni del progetto 261 Fearless!
Le uscite sono programmate ogni sabato mattina, ritrovo da Pacer in via Pacini 28, zona Piola-Città Studi, alle ore 10.40 dove sarà possibile cambiarsi, lasciare la propria borsa e avere un servizio di babysitting su richiesta. Dopo un brief iniziale, alle 11 si inizia con l’allenamento vero e proprio, muovendosi in direzione Piazza Leonardo da Vinci, poco distante, che comprende corsa alternata a camminata, giochi con elastici, palloncini, interazioni che permettono di fare attività fisica e movimento senza rendersene conto, conoscere nuove persone e per un’oretta alla settimana non pensare a nulla se non a se stesse. Si parte tutte insieme e si arriva tutte insieme, nessuno resta indietro e ci si aspetta a vicenda. Ci saranno persone che non hanno mai corso o meglio non lo hanno mai fatto sul serio e in maniera continuativa e l’obiettivo è motivarle, non farle scappare o traumatizzarle da una corsa veloce o da una fatica immotivata, almeno all’inizio. Una per tutte, tutte per una, insomma.

Il Progetto 261 Fearless Club Italia le trovate sui seguenti social:
Sito www.261fearless.org sezione ITALIA
Facebook https://www.facebook.com/261fearlessclubitalia/
Twitter @261fearlessclubitalia
Instagram 261fearlessclubitalia
Per dubbi, domande e tutte le informazioni che vi servono scrivete a greta@261fearlessclub.it

Be fearless. Be free. Be grateful. Run with 261.

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