Stage Sestriere. Da una giornata no alla conquista del Galibier

Cose incredibili succedono qua, a Sestriere. E quel che succede qua, va raccontano che mica siamo a Las Vegas! Passano velocissime le ore, in queste giornate agostiane, che hanno un programma fittissimo, non c’è quasi il tempo di riposare, ma forse solo per noi polentone che facciamo le cose con più calma e riusciamo ad arrivare sempre tardi, a pranzo e a cena. Ma mai agli allenamenti. E’ già martedi, qua a Sestriere, come suppongo in tutto il resto del mondo, ed è arrivato il momento di fare un resoconto degli ultimi giorni della prima settimana di stage.

DAY 5 | Giovedi 22 agosto. In calendario corsa con variazioni e nel pomeriggio bici da Cesana a Bardonecchia. Durante la corsa, in un nebbione autunnale, mi sorprende la solita crisi, come un attacco di panico, il cuore a mille, le gambe bloccate, il respiro pesante, il magone. Ovviamente mi fermo che tanto non riesco a fare niente. Non respiro, manca l’aria, mi sale il pianto. Spengo il Garmin. Cammino. Respiro. Gianni, il direttore tecnico della squadra, sta con me e mi parla e mi calma e ritrovo il respiro tranquillo. Ormai però è passata la voglia di correre e quindi faccio foto a chi invece si sta allenando, e anche bene. I ragazzi sono forti e motivati. Rimane sempre il tempo per scherzare e fare foto ricordo con i top di squadra: Valerio e Simone. Poi, stretching per tutti.

Nel pomeriggio si prendono le macchine caricate con le bici e si va a Cesana. Da lì partiamo verso Bardonecchia. Tutti in fila, ordinati fino a Oulx. Il centro cittadino è tutto sanpietrini e la Florence cade sul pavè, probabilmente per colpa mia che avevo dimenticato le borracce in hotel e avevo messo una bottiglietta d’acqua nel portaborraccia che, essendo più stretta, è ovviamente saltata fuori con tutti quei salti del pavè. Si è fatta male a un polso, ma decide comunque di proseguire insieme a tutti noi. Mi spiace un sacco. A circa 5 km da Bordonecchia si ferma e torna indietro, troppo male. Gianni mi dice di proseguire e io vado. Piano piano, qua è tutto un falsopiano faticoso, ma alla salita mi riprende un’altra crisi. Dio, che nervoso. Ma proprio non ce la faccio. Scendo proprio dalla bici. Finchè Gianni non mi raggiunge, mi tranquillizza ma IO VOGLIO TORNARE INDIETRO. Così arriva il furgoncino. Carica me e la bici, e torniamo verso Cesana. Per strada tiriamo su la Flo, e poi una delle ragazze giovani. Recuperiamo la macchina, e torniamo in hotel.
Oggi è andata così, una giornata NO su tutti i fronti. Passerà.

Domani è un altro giorno, per fortuna.

DAY 6 | Venerdì 23 agosto. Mattinata tranquilla in piscina, anche in corsia mi è venuta un pò di agitazione, quindi Simone mi fa nuotare meno e lascio le corsie con 1000mt di allenamento. Il tempo è incerto, faccio una doccia di mezzora e poi è ora di pranzo. La Florence, per il dolore al polso, decide di tornare a Milano. Mi spiace davvero molto.

Gianni mi da il pomeriggio libero per recuperare per bene. Salto così la sessione di running. Magari vado in palestra a fare un pò di core. Magari eh. Seconda lezione di bike manutenzione con Riccardo, incentrata sui freni, catene e altre cose che è bene sapere.

E’ tutto talmente organizzato a 360 gradi, che c’è anche la possibilità di fare un massaggio sportivo con Alessandro, fisioterapista e atleta della squadra. Come Riccardo e tutti gli allenatori che ci seguono nello stage, sono tutti giovani ma molto preparati. In hotel siamo rimasti in pochi, la Francesca è a correre con tutti gli altri. Così prendo il computer e vado al bar. Ordino una birra, e mi rilasso sui divanetti. Mi raggiunge Massimiliano e tra due parole e due risate e un’altra birretta aspettiamo gli #AgèeGroup, Francesca Maurizio e Francesco, per andare a fare il percorso benessere insieme. Bagno turco, sauna, idromassaggio, tisane. Recupero delle energie, mentali e fisiche.
E visto che siamo rilassati, stasera mettiamo in atto lo shooting a mo di citazione di Shining nel lunghissimo corridoio giallo che dalla hall ci porta nella camere. Vabbè, Francesca, Max ed io muoriamo dalle risate e naturalmente veniamo beccati da tutti, Gianni compreso! Ma siamo morti dalle risate!

Domani è un altro giorno e c’è il lungo in bici.

DAY 7 | Sabato 24 agosto. Il sole, finalmente. Oggi usciamo tutti insieme per il lungo in bici. Dopo colazione carichiamo le macchine e andiamo a La Vachette, in Francia. Siamo divisi in gruppi per velocità e distanze con percorsi differenti. Noi #agée ci dirigiamo verso Briançon per poi arrivare al Col du Galibier, 2.646 metri slm. Dovremmo fare un totale di 70/80 km, con dislivello importante, sui 1500 mt. Si pedala in silenzio, ognuno al proprio passo ma stando uniti finchè non arriviamo al punto cruciale, al Col de Lautaret. Qua possiamo decidere se fermarci o proseguire per gli ultimi 8/10 km pesantissimi di solo salita.

Io decido che voglio provarci. 

Non voglio sapere cosa mi aspetta, non voglio sapere i tornanti, il dislivello, non voglio sapere niente. Voglio andare e basta. Francesca mi sprona per proseguire, ma sono già convinta.

E allora andiamo a prenderci questa vetta! Andiamo a vedere com’è il mondo da lassù!

Grazie a tutti quelli che mi hanno portato a conquistare la mia prima vetta.

Una fatica immensa, una mezza crisi, madonne che volavano. Ma ci sono arrivata. Quasi a toccare il cielo, che oggi era di una bellezza spettacolare. Un panorama imperdibile. Grazie Francesca di essere (quasi) sempre con me, ma di esserci sempre stata oggi in questa salita che mai ho nemmeno immaginato fossi in grado di affrontare.

Grazie Gianni, persona meravigliosa, che non ci credevi tanto ma che ti sei dovuto ricredere e non sai che soddisfazione per me sentirtelo dire. E che soddisfazione esserci riuscita! Grazie per il grandissimo e liberatorio abbraccio, che mi ha fatto piangere. Per la fatica, la gioia, la commozione.

E grazie a questa Grande Squadra, il CUS Pro Patria Milano Triathlon, la prima squadra nella quale mi sento parte di qualcosa, dopo il #PodistidaMarte. Fare questo stage si sta rivelando un’esperienza unica. Mi sto divertendo molto, faccio fatica ma non mi sento stanca, e anche se  sono sempre l’ultima nessuno me lo fa pesare. Forse il 70.3 di Cervia fa un pochino meno paura. La vetta è conquista, la felicità esplode nel petto e negli occhi.

Grazie a chi mi sostiene, mi sprona, che pensa che sia una wonder woman, ma non lo sono. Sono una sportiva improvvisata che non sempre ci crede fino in fondo, di potercela fare. A volte ci sono dei black out, raramente per fortuna, altre si accende una scintilla, che divampa e non ti fa fermare. E non molli finchè non ce la fai. Oggi per me è stato così.

Domani è un altro giorno ma oggi mi godo quel che ho conquistato.

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