Stage Sestriere. Giorni 3 e 4: bike e running in the rain

Qua la situazione ti fa totalmente perdere la cognizione del tempo, anche se il tempo è scandito dagli allenamenti e dai pranzi. Ma sembra passare così in fretta che sia io che Francesca siamo convinte di essere qua già da una settimana, mentre sono solo quattro intensissimi giorni e sono solo i primi. Siamo arrivati al terzo e quarto giorno degli allenamenti dello stage in altura, a Sestiere, organizzati da CUS Pro Patria Milano Triathlon,

Il tempo, quello metereologico, è variabile. Molto, a dire il vero, a conferma di quello che che dice il mio amico Nardo, che la montagna è donna. Anche se ritengo che al momento siamo stati fortunati e la pioggia l’abbiamo trovata solo martedì durante la corsa.

DAY 3 | Martedì 20 agosto. Finalmente abbiamo fatto la prima uscita in bici da quando siamo arrivati. Vero che non mi spaventa quasi niente, e che comunque vada, ritengo che qualsiasi cosa farò qua sarà un successo che porto a casa, il percorso prevedeva una lunghissima discesa da Sestriere a Cesana Torinese e, ahimè, pure la salita per rientrare.

Il gruppo giovani ProPatria, giovanissimi e fortissimi, e noi age group, più che age ormai definitivamente agèe, è riunito fuori dal Villaggio Olimpico per fare briefing con Gianni, che si scalda un pò con le raccomandazioni per i più giovani. Poche in realtà, ma fondamentali. Non siamo in gara, siamo in strada, ci sono le macchine e non esistono sorpassi. Creata la fila indiana si mantiene quella per tutto l’allenamento. Cosa, questa, che dovrebbero prendere ad esempio anche certi amici miei, seppur non più giovani. Ma tant’è. Ognuno rischia la propria vita come meglio ritiene.

Partenza dai 2040mt di Sestriere e giù in picchiata per 25km, fino a Cesana Torinese poi Oulx. Venticinque km di freno tirato, di aria fredda in faccia, di sorriso stampato, di occhi che volevano guardarsi intorno e che invece dovevano stare incollati alla strada, di orecchie gelate, di libertà, di tornanti fino alla piazza di Cesana a 1100 di dislivello circa, con pendenze a -11% in alcuni punti. La discesa. Un lunghissimo stradone interminabile, senza sosta, senza poter tirare il fiato. Inebriante. Ma anche il pensiero fisso che poi quello stesso stradone sarebbe stata una lunghissima interminabile salita. Molto meno inebriante. Per me eh, perché ho capito che c’è gente che in salita si diverte parecchio.

I giovani li abbiamo persi già dall’hotel. Noi agée arrivati nella piazzetta principale del paese siamo scesi dalle bici e ci siamo seduti al bar per un cafferino. Perchè ok che non si fanno foto, selfie, panoramiche che siamo in allenamento, ma perdiana! Caffè e sosta bagno sono patrimonio dell’Unesco. Ma non ditelo a Gianni che poi ci sgrida!

E poi si torna in sella. Il tempo si mantiene coperto per tutta la durata della pedalata. Massimiliano ha fatto con me, pianissimo, la prima parte della salita senza lasciarmi mai. Poco più di 20 km per ritornare in vetta. Non rifacciamo la stessa strada, ma la pendenza in alcuni punti tocca l’11%, stavolta a salire ovviamente. Tanto? Poco? Non so, a me sembra di morire un pò alla volta, piano piano. Ma la lentezza mi dà la possibilità di guardare il panorama, di vedere un paesaggio per me totalmente nuovo, calmo, rigenerante, riposante nonostante lo sforzo. Svuota-Mente.

Non so bene a che punto, Max con Valentina e Giulia hanno preso piano piano velocità, mentre Gianni e Flo erano dietro di me. Potevamo decidere se prendere il pulmino per gli ultimi 6-7 km che ci riportasse a casa, ma mi sono ritrovata sola e insomma. Potevo solo pedalare e pedalare e pedalare. E con solo una possibilità davanti: finire la salita e arrivare a Sestriere. La mia (quasi) prima salita. Novecento metri di dislivello. A un certo punto sono scesa dalla bici, Mi veniva da piangere. Lo scoramento totale. Fermo una macchina, chiedo quanto manca a Sestriere. Quattro km. Che faccio? Lascio?!? Accetto il passaggio in macchina? Per quattro km?? Sia mai!

Poi arriva Gianni, come un miraggio nel deserto. E’ la boccata di ossigeno che mi serviva per proseguire. Fiato ce n’è, le gambe bruciano un pò, ma poche chiacchiere e menare (cit. Felice Gimondi, rip). E i quattro chilometri finalmente passano pedalata dopo pedalata. Che felicità essere riuscita a fare questa piccola impresa. Sono spossata ma super contenta.

Pomeriggio più tranquillo passato in palestra con Claudio, a far plank, addominali, dorsali ed esercizi propiocettivi, Poi un’oretta di stretching tutti insieme ed è già ora di cena. E domani è già un altro giorno.

DAY 4 | Mercoledì 21 agosto. Mattinata libera fino alle 11, quindi caffè in centro a Sestriere, sedute fuori, al sole. Cielo spettacolare, intenso che pure Heidi se lo sarebbe sognato e finalmente sole pieno, caldo, che l’estate sembra esserci pure qua. Aria frizzantina che rimette tutti i pezzi al posto giusto. Nuotare oggi sarà stupendo. Il fiato corto, allenamento sempre intorno ai 3000mt, tra riscaldamenti diversificati, tecnica, palette, pull. Imparo un casino di cose e Simone è davvero bravissimo e paziente con noi, il solito gruppon di Agée. Finalone in stupidera con Francesca e Francesco a fare fotodi un certo spessore.

Dopo pranzo Riccardo fa un corso di manutenzione bike, come togliere e mettere le ruote e cambiare la camera d’aria in caso di foratura, più altri piccoli trucchetti molto utili. Qua a spiegare sono davvero tutti molto precisi e professionali, nonostante la giovane età. Si percepisce proprio la passione che ci mettono sia negli allenamenti, e in questo caso nel trasmettere quello che sanno a noi amatori che ci avviciniamo al triathlon senza neanche avere le minime basi di niente. Parlo per me ovviamente, ignoranza totale. In tutti i sensi proprio. Comunque ho cambiato la camera d’aria di una bici neanche mia, e il ragazzino che cortesemente l’ha messa ha disposizione fortunatamente non era particolarmente terrorizzato. E grazie a dio non ho fatto danni, che qua hanno tutti bici di un certo livello.

Poi si parte per la run. Oggi un bel percorso in salita per raggiungere il Sentiero Bordin. Due km e mezzo di camminata, il tempo ovviamente è cambiato e ora siamo avvolti dalla nebbia. Ma anche questo ha un certo fascino. Qua, come negli altri allenamenti, ci si divide giustamente in gruppi. Il sentiero è come un minitrail, una tapasciata. In mezzo al bosco, sentieri sterrati, panorami mozzafiato e stavolta la possibilità di fare anche qualche foto perchè la corsa è alternata alla camminata. Credo davvero di aver fatto la scelta migliore decidendo per quest’anno di fare questo stage.

Dodici km che non facevo dal ’42, in altura, con saliscendi. E poi la pioggia, a rendere tutto più leggero. E poi le mie amatissime discese a tutta. Super super divertente. La facilità con cui si affronta tutto questo quando si è in compagnia è davvero incredibile. E’ tutto molto molto esaltante, tant’è che dormo sei ore a notte anziché le solite 10. Sarà l’altura, sarà l’adrenalina, la compagnia, la mente libera. Sarà quel che sarà, non sento neanche la stanchezza.

Insomma, gli allenamenti in altura proseguono incessanti. Si pedala e si corre. Sole nebbia e pioggia, non ci facciamo mancare niente. Neanche le discese ardite, le risalite, la corsa sul sentiero Bordin, la lezione di manutenzione e i plank.
E la Natura, tutta intorno.

Là fuori c’è qualcuno per cui sarà valsa l’attesa,
ci sono cose molto più importanti,
so che riuscirai a stare bene,
prova solo ad amare le piccole cose della vita,
come correre sotto la pioggia.
HInder

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